sábado, 9 de março de 2013

(IN)SEGURANÇA ALIMENTAR - CIBUM SUSPICIONES - FOOD (IN)SECURITY


«Junk Food» (http://www.123rf.com/photo_6919449_junk-food-clipart-elements-and-icons.html)

From Sweeden a lot of global lies
So many anomalies and responsabilities
Stop China, be careful without no respect for Human Beings
Persons don´t have the roots in mislabel with wings
So much expensive but so cheaper
Is not so super?
A lot of quantity
Without any quality


Chickens of plastic
Is not so fantastic?

For children a lot of artificial colours,
A multiplicity of pseudo flavours
And sugar for all hours


From Germany eco only in a label
From United States of America a lot of oil, is not so rebel?
From the countries of olive
Come the better nutritive

Wake up authorities of Europe and Earth!
So many subsidies
Without benificies?
What you are doing with Human health?

ITÁLIA III - ITALIA III - ITALY III


Laura Boldrini da Sinistra Ecologia Libertá (em coligação com o PD)  foi eleita Presidente da Câmara dos Deputados em Itália: «Chego a este cargo ao fim de muitos anos a defender os direitos dos mais desfavorecidos. Foi uma experiência que me acompanhará para sempre». «A Câmara defenderá os direitos das mulheres vítimas de violência mascarada de amor.»

«(…) Arrivo a questo incarico dopo aver trascorso tanti anni a difendere e rappresentare i diritti degli ultimi in Italia come in molte periferie del mondo. È un’esperienza che mi accompagnerà sempre e che da oggi metto al servizio di questa Camera. Farò in modo che questa istituzione sia anche il luogo di cittadinanza di chi ha più bisogno. Il mio pensiero va a chi ha perduto certezze e speranze.
Dovremmo impegnarci tutti a restituire  piena dignità a ogni diritto.
Dovremo ingaggiare una battaglia vera contro la povertà, e non contro i poveri.
In questa aula sono stati scritti i diritti universali della nostra Costituzione, la più bella del mondo. La responsabilità di questa istituzione si misura anche nella capacità di saperli rappresentare e garantire uno a uno. Quest’Aula dovrà ascoltare la sofferenza sociale. Di una generazione cha ha smarrito se stessa, prigioniera della precarietà, costretta spesso a portare i propri talenti lontano dall’Italia.
Dovremo farci carico dell’umiliazione delle donne che subiscono violenza travestita da amore. Ed è un impegno che fin dal primo giorno affidiamo alla responsabilità della politica e del Parlamento.
Dovremo stare accanto a chi è caduto senza trovare la forza o l’aiuto per rialzarsi, ai tanti detenuti che oggi vivono in una condizione disumana e degradante come ha autorevolmente denunziato la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo.
Dovremo dare strumenti a chi ha perso il lavoro o non lo ha mai trovato, a chi rischia di smarrire perfino l’ultimo sollievo della cassa integrazione, ai cosiddetti esodati, che nessuno di noi ha dimenticato. Ai tanti imprenditori che costituiscono una risorsa essenziale per l’economia italiana e che oggi sono schiacciati dal peso della crisi, alle vittime del terremoto e a chi subisce ogni giorno gli effetti della scarsa cura del nostro territorio.
Dovremo impegnarci per restituire fiducia a quei pensionati che hanno lavorato tutta la vita e che oggi non riescono ad andare avanti. Dovremo imparare a capire il mondo con lo sguardo aperto di chi arriva da lontano, con l’intensità e lo stupore di un bambino, con la ricchezza interiore inesplorata di un disabile.
In Parlamento sono stati scritti questi diritti, ma sono stati costruiti fuori da qui, liberando l’Italia e gli italiani dal fascismo. Ricordiamo il sacrificio di chi è morto per le istituzioni e per questa democrazia. Anche con questo spirito siamo idealmente vicini a chi oggi a Firenze, assieme a Luigi Ciotti, ricorda tutti i morti per mano mafiosa. Al loro sacrificio ciascuno di noi e questo Paese devono molto.
 E molto, molto dobbiamo anche al sacrificio di Aldo Moro e della sua scorta che ricordiamo con commozione oggi nel giorno in cui cade l’anniversario del loro assassinio.
Questo è un Parlamento largamente rinnovato. Scrolliamoci di dosso ogni indugio, nel dare piena dignità alla nostra istituzione che saprà riprendersi la centralità e la responsabilità del proprio ruolo. Facciamo di questa Camera la casa della buona politica. Rendiamo il Parlamento e il nostro lavoro trasparenti, anche in una scelta di sobrietà che dobbiamo agli italiani.
Sarò la presidente di tutti, a partire da chi non mi ha votato, mi impegnerò perché la mia funzione sia luogo di garanzia per ciascuno di voi e per tutto il Paese. L’Italia fa parte del nucleo dei fondatori del processo di integrazione europea, dovremo impegnarci ad avvicinare i cittadini italiani a questa sfida, a un progetto che sappia recuperare per intero la visione e la missione che furono pensate, con lungimiranza, da Altiero Spinelli.
Lavoriamo perché l’Europa torni ad essere un grande sogno, un crocevia di popoli e di culture, un approdo certo per i diritti delle persone, un luogo della libertà, della fraternità e della pace. Anche i protagonisti della vita spirituale religiosa ci spronano ad osare di più: per questo abbiamo accolto con gioia i gesti e le parole del nuovo pontefice, venuto emblematicamente “dalla fine del mondo”.
A papa Francesco il saluto carico di speranze di tutti noi.  Consentitemi un saluto anche alle istituzioni internazionali, alle associazioni e alle organizzazioni delle Nazioni Unite in cui ho lavorato per 24 anni e  permettetemi – visto che questo è stato fino ad oggi il mio impegno – un pensiero per i molti, troppi morti senza nome che il nostro Mediterraneo custodisce. Un mare che dovrà sempre più diventare un ponte verso altri luoghi, altre culture, altre religioni.
Sento forte l’alto richiamo del Presidente della Repubblica sull’unità del Paese, un richiamo che questa aula è chiamata a raccogliere con pienezza e con convinzione. La politica deve tornare ad essere una speranza, un servizio, una passione. Stiamo iniziando un viaggio, oggi iniziamo un viaggio. Cercherò di portare assieme a ciascuno di voi, con cura e umiltà, la richiesta di cambiamento che alla politica oggi rivolgono tutti gli italiani, soprattutto in nostri figli. Grazie.»

http://www.tuttixbersani.it/gallery/bersani2013/gallery/piazzaplebiscito/_DSC6756.jpg

Vejamos as propostas iniciais do líder do PD para a formação de um governo em Itália, fotos de Ilaria Prili (http://www.bersani2013.it/doc/4265/8-punti-per-il-governo.htm#.UTr6ojdaESE) :

«8 punti per un governo di cambiamento»

«Lavoro, diritti, ambiente, istruzione e costi della politica»

«Gli 8 punti per un governo di cambiamento presentati alla Direzione del Pd. Per lo sviluppo, la crescita e il cambiamento.


1) Fuori dalla gabbia dell'austerità.
Il Governo italiano si fa protagonista attivo di una correzione delle politiche europee di stabilità. Una correzione irrinunciabile dato che dopo 5 anni di austerità e di svalutazione del lavoro i debiti pubblici aumentano ovunque nell'eurozona. Si tratta di conciliare la disciplina di bilancio con investimenti pubblici produttivi e di ottenere maggiore elasticità negli obiettivi di medio termine della finanza pubblica. L'avvitamento fra austerità e recessione mette a rischio la democrazia rappresentativa e le leve della governabilità. L'aggiustamento di debito e deficit sono obiettivi di medio termine. L'immediata emergenza sta nell'economia reale e nell'occupazione.



2) Misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro.

- Pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese con emissione di titoli del tesoro dedicati e potenziamento a trecentosessanta gradi degli strumenti di Cassa Depositi e Prestiti per la finanza d'impresa.

- Allentamento del Patto di stabilità degli Enti locali per rafforzare gli sportelli sociali e per un piano di piccole opere a cominciare da scuole e strutture sanitarie.

- Programma per la banda larga e lo sviluppo dell'ICT.

- Riduzione del costo del lavoro stabile per eliminare i vantaggi di costo del lavoro precario e superamento degli automatismi della legge Fornero.

- Salario o compenso minimo per chi non ha copertura contrattuale.

- Avvio della universalizzazione delle indennità di disoccupazione e introduzione di un reddito minimo d'inserimento.

- Salvaguardia esodati.

- Avvio della spending review con il sistema delle autonomie e definizione di piani di riorganizzazione di ogni Pubblica Amministrazione.

- Riduzione e redistribuzione dell'IMU secondo le proposte già avanzate dal PD.

- Misure per la tracciabilità e la fedeltà fiscale, blocco dei condoni e rivisitazione delle procedure di Equitalia.

Ciascun intervento sugli investimenti e il lavoro sarà rafforzato al Sud, anche in coordinamento con i fondi comunitari.


3) Riforma della politica e della vita pubblica.

- Norme costituzionali per il dimezzamento dei Parlamentari e per la cancellazione in Costituzione delle Province.

- Revisione degli emolumenti di Parlamentari e Consiglieri Regionali con riferimento al trattamento economico dei Sindaci
 - Norme per il disboscamento di società pubbliche e miste pubblico-private.

- Riduzione costi della burocrazia con revisione dei compensi per doppie funzioni e incarichi professionali.

- Legge sui Partiti con riferimento alla democrazia interna, ai codici etici, all'accesso alle candidature e al finanziamento.

- Legge elettorale con riproposizione della proposta PD sul doppio turno di collegio.


4) Voltare pagina sulla giustizia e sull'equità.

- Legge sulla corruzione, sulla revisione della prescrizione, sul reato di autoriciclaggio.

- Norme efficaci sul falso in bilancio, sul voto di scambio e sul voto di scambio mafioso.

- Nuove norme sulle frodi fiscali.


5) Legge sui conflitti di interesse, sull'incandidabilità, l'ineleggibilità e sui doppi incarichi.

Le norme sui conflitti di interesse si propongono sulla falsariga del progetto approvato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera nella XV legislatura che ha ispirato la proposta Elia-Onida-Cheli-Bassanini.


6) Economia verde e sviluppo sostenibile.

- Estensione del 55% per le ristrutturazioni edilizie a fini di efficienza energetica.

- Programma pubblico-privato per la riqualificazione del costruito e norme a favore del recupero delle aree dismesse e degradate e contro il consumo del suolo.

- Piano bonifiche.

- Piano per lo sviluppo delle smart grid.

- Rivisitazione e ottimizzazione del ciclo rifiuti (da costo a risorsa economica). Conferenza nazionale in autunno.


7) Prime norme sui diritti.

- Norme sull'acquisizione della cittadinanza per chi nasc, cresce e studia in Italia.

- Norme sulle unioni civili di coppie omosessuali secondo i principi della legge tedesca che fa discendere effetti analoghi a quelli discendenti dal matrimonio e regola in modo specifico le responsabilità genitoriali.
- Legge sul femminicidio

8) Istruzione e ricerca.

- Contrasto all'abbandono scolastico e potenziamento del diritto allo studio con risorse nazionali e comunitarie.

- Adeguamento e messa in sicurezza delle strutture scolastiche nel programma per le piccole opere.

- Organico funzionale stabile, piano per esaurimento graduatorie dei precari della scuola e reclutamento dei ricercatori.


Queste proposte, che non sono ovviamente esaustive di un programma di governo e di legislatura, ma che segnano un primo passo concreto di cambiamento, vengono sottoposte a una consultazione sia riferita alle priorità sia ai singoli contenuti. A questo fine verranno messi in rete l’elenco delle proposte e, via via per ogni singolo punto, i relativi progetti di legge o le specificazioni di dettaglio in modo da consentire una partecipazione attiva alla elaborazione e all’arricchimento dei contenuti.»  


  
 

sexta-feira, 8 de março de 2013

AUSTERIDADE BÁSICA E CEGA (ABC) III - CAECUS AND RATIO FUNDAMENTALIS AUSTERITAS III - BLIND AND BASIC AUSTERITY III


«O FMI disse-me que se livraram dele porque não estava à altura do trabalho e agora chego a Lisboa e descubro que está à frente do processo de privatização. Há perguntas que têm de ser feitas (...) O senhor Borges estava fora do meu radar quando escrevi o livro, nunca tinha ouvido falar. (...) Vejo gente da Goldman Sachs a aparecer por todo o lado em posições de poder, faz parte da marca do banco. Aqui, o senhor Borges é um peixe pequeno, comparado com Mario Draghi, o presidente do Banco Central Europeu, que trabalhou na Goldman Sachs, com Mário Monti, o primeiro-ministro italiano, que também trabalhou na Goldman Sachs, ou com Lucas Papademos, ex-primeiro-ministro grego.» Marc Roche do «Le Monde» 31-02-2012 (entrevista à Rádio Renascença).

Sim, é o cúbico António Borges Consultor, que voltou a intervir: « (...) o ideal era que os salários descessem como aconteceu noutros países como solução imediata para resolver o problema do desemprego
«Julgo que a única medida que se podia tomar nesta altura é manter o salário mínimo como está, porque a primeira prioridade, das dificuldades todas que as pessoas defrontam hoje em dia, é voltar a pô-las a trabalhar, é encontrar postos de trabalho e isso não se faz tornando o posto de trabalho mais caro»
«Ninguém quer um país de gente pobre, toda a gente quer um país próspero. Mas antes disso temos uma emergência nas mãos e a emergência é uma taxa de desemprego acima dos 17%. O ideal até era que os salários descessem como aconteceu noutros países como solução imediata para resolver o problema do desemprego" António Borges 7-3-2013 (entrevista à Rádio Renascença).

Veja-se as diferenças em relação às afirmações de Pedro Passos Coelho:
«Quando um país enfrenta um nível elevado de desemprego, a medida mais sensata que se pode tomar é exactamente a oposta. Foi isso que a Irlanda fez no início do seu programa» (6-6-2013)
«Eu afirmei ontem, no Parlamento, que um país que tem uma elevada taxa de desemprego não pode criar mais obstáculos à criação de emprego. Elevar, nesta altura, o salário mínimo nacional em Portugal seria criar um sobrecusto para as empresas e, portanto, criar mais uma barreira para o emprego (...) seria politicamente demagógico (7-6-2013).
Sintonia total entre o Primeiro-Ministro e o seu Consultor, ambos pagos com valores elevados com base em impostos ou juros cobrados à Nação.

«Esta era a sua última oportunidade para mudar de direcção e para mudar de caminho. O senhor não quer mudar, está politicamente teimoso e está enfeudado a uma política de austeridade do custe o que custar, que nos está a levar para o empobrecimento e para o desastre. Mas vou-lhe dizer uma coisa, o senhor está sózinho, está cada vez mai sózinho e isolado em Portugal.» António José Seguro, Líder do Partido Socialista (6-6-2013).

At the same time another voice that come from United States of America, claim against European and Portuguese austerity  (http://www.bloomberg.com/news/2013-03-06/fancy-footwear-and-austerity-won-t-save-portugal.html):

«Fancy Footwear and Austerity Won’t Save Portugal»

Hundreds of thousands of Portuguese took to the streets of Lisbon to protest against economic austerity on March 2, and the only surprise is that they didn’t do so earlier. Portugal is the euro area’s clearest example of how austerity is killing the patient, with the ill effects of counterproductive fiscal retrenchment unfolding before our eyes.
We rarely hear about Portugal’s economic troubles. With a population of 11 million, the country is much smaller than Spain or Italy, and it has less public debt than Greece and less private debt than Ireland. Plus, the government has generally done as it’s told by its international creditors, and the people have -- until now at least -- quietly accepted their medicine.
Unlike Grrece, though, Portugal’s continued decline into recession can’t be attributed to speculation about its potential exit from the euro area. (Ever heard of a Porxit?) Nor can the country’s lack of growth be blamed on a failure to implement the program that creditors set out to return it to sustainable growth. Portugal’s trajectory deeper into recession is unadulterated evidence that the euro area’s insistence on austerity isn’t leading to a recovery.

Some Success

Portugal can claim some successes since it entered an international bailout program in May 2011. On the fiscal side, the country is on track to achieve a primary balance later this year. In January, the government regained enough investor confidence to re-enter the medium-term bond market for the first time in two years.
Portugal also made economic adjustments. For decades, the country suffered from a bloated public sector, but since accepting its bailout program, the government has privatized EDP-Energias de Portugal SA and REN-Redes Energeticas Nacionais SA, two state-owned power and gas companies, as well as airport operator ANA-Aeroportos de Portugal SA. This stands in sharp contrast with Greece, which has completed very few privatizations since the start of its bailout program.
Portugal also succeeded in shifting from domestic demand to a more export-driven growth model. The government estimates that Portugal achieved a positive balance of goods and services in 2012 for the first time since records began in 1953. This is partly because imports collapsed in line with domestic demand, but it is also due to growing exports.
Despite these positive signals, Portugal remains overwhelmed by its debt overhang. Public debt is about 120 percent of gross domestic product, just below the level in Italy, and private debt is about 250 percent of GDP, one of the highest levels in Europe. In order to reduce these burdens, Portugal must find robust, sustainable economic growth. With the current policies, it probably won’t.
Whereas most of the rest of southern Europe loaded up on cheap credit and expanded during the 2000s, Portugal’s economy grew by a grim average of only 1 percent annually from 2001 to 2008. This rate of growth would be stall speed for most developed economies. If Portugal couldn’t find robust growth back when credit was cheap and the global economy was booming, how will it do so now?
The government hopes that if it shrinks the public sector, the private sector will step in to fill the vacuum and restore the country to export-driven growth. This could be difficult, as the majority of the Portuguese corporate sector is composed of micro-, small- and medium-sized companies, which are funded primarily by debt. With banks deleveraging, lending to smaller businesses has fallen significantly over the past year, and private investment has suffered.

Shoe Recovery

I asked a number of officials what export sectors could lead Portugal back to growth. It seems the government is pinning its hopes on traditional sectors, which have performed relatively well over the past two years. One area the officials mentioned repeatedly was footwear, which spurred Portuguese growth more than two decades ago. The country’s footwear industry is very export-oriented, with about 90 percent of its products sent abroad.
The odds on Portugal making a shoe-led recovery are long, though. The Portuguese footwear market is pretty small in terms of volume, ranking 21st globally. And shoes made in Portugal are the second-most expensive in the world, after Italian ones. In terms of export revenues, Portugal’s footwear industry jumps to 11th worldwide, but it’s still behind Italy, Germany, Belgium, the Netherlands, Spain and France in Europe. It will take much more than fancy footwear for Portugal’s exports to offset the drag on growth from domestic demand.
As Portugal has entered a self-reinforcing, downward spiral of retrenchment, followed by recession, missed fiscal targets and then more retrenchment, its international creditors have revised their targets and forecasts. In November 2012, the so- called troika of Portugal’s international creditors -- the European Commission, the European Central Bank and the International Monetary Fund -- granted the country an extension on hitting its fiscal targets, and the government now seeks a second delay. A few weeks ago, the European Commission cut its growth forecasts for Portugal from a contraction of 1 percent this year to a contraction of 1.9 percent.
Despite these negative revisions, Portugal’s creditors continue to praise the country to the heavens for its progress on implementing the terms of its bailout program. This is partly to distinguish Portugal from Greece, sending the message that Portugal won’t be allowed to write down its sovereign debt as Greece was.

Dissonant Praise

However deserved, such praise jars with the reality of Portugal’s economic performance, a dissonance not lost on the public. There have been few protests in Portugal since its bailout program began, with only one turning violent. This could be because unlike elsewhere in Europe, the Portuguese never experienced a spike in wealth as they binged on cheap credit in the years before the recession, so they don’t now have to lower their expectations as sharply.
Still, they suffer. Portugal’s economy is in a tailspin, with unemployment reaching 16.9 percent in the final quarter of 2012. This weekend’s protests were an indication that the people in Portugal -- like those in most other peripheral euro-area countries -- are fed up with austerity. The protesters in Lisbon last weekend sang “Grandola, Vila Morena,” the signature tune of the 1974 revolution that overthrew Portugal’s dictatorship. If the country’s creditors don’t wake up and ease off their demand for austerity, they risk facing much more than just a song.»
«(Megan Greene is a Bloomberg View columnist and chief economist at Maverick Intelligence. Until 2012, she was the director of European economic research at Roubini Global Economics LLC. The opinions expressed are her own.)» 

domingo, 3 de março de 2013

OPINIÃO PÚBLICA - VOX POPULI - PUBLIC OPINION



Existem muitas formas de manifestação
Da pessoal opinião
Mas na sua pública expressão
Existe uma enorme limitação
Que causa uma imensa frustração

De um emissor a um receptor flui a comunicação
Personalizada codificação
Personalizada descodificação
Numa profunda interacção
Que harmoniosa sensação

Mas não é o caso não
De uma emissão para uma vasta recepção
Sem massificação
Sem despersonalização
Sem adulteração
Sem manipulação

Criticam as Femen por estarem nuas
Mas quem são essas «vozes puras»?
A coragem da sua exposição
Está ligada às barreiras da pública atenção
A hipocrisia é mais profunda
Que o frio na tundra

Criticam os cantores que interrompem os governantes
Que esgotam as canções contra as medidas dos ignorantes
Mas quanto «tempo de antena» têm os mal falantes
Pelos «mass media» altifalantes?
Amplifica dores
Dos manipula dores
Sejam eles financeiros especuladores
Sejam eles políticos actores

É extraordinário como os banqueiros
Eram apresentados como extraordinários
Quando na realidade eram matreiros
Nos jogo de soma nula ordinários

É extraordinário como a vinda do Fundo Monetário Internacional
Era exposta como a essência fundamental
Da salvação de Portugal
Quando na verdade afinal
Era mais uma grande incompetência, tal e qual

Mas um dia a pública opinião
Exercerá uma saudável e culta pressão
Sobre os representantes
Agora dos representados tão distantes



sábado, 2 de março de 2013

A NAÇÃO EM MANIFESTAÇÃO DIZ NÃO



Fotografias de Sara Rodrigues (http://visao.sapo.pt/a-manifestacao-em-direto=f716069)
Fotografia de José Carlos Carvalho
A manifestação em direto: "Passos, o teu lugar é na prisão"

Eis mais «fauna rasca» «escritor» Vasco da Graça Moura? ... Tenha vergonha do que escreveu no Diário Notícias e que aqui repudiámos. A grande maioria das Pessoas estão cansadas dos erros deste miserável e falso Governo e da arrogância, ignorância e sectarismo dos seus apoiantes, cada vez em menor número! A vinda do FMI era maravilhosa, o Governo anterior explicava todos os problemas, bastava cumprir a receita estúpida e acriticamente e esperar pelos brilhantes resultados. Entretanto não era necessário cortar a fundo na despesa pública que não cria Valor, era só necessário carregar sobre as Famílias e Empresas com impostos e não fazer nada de significativo no apoio às Empresas... que vergonha, as verdadeiras resultantes tão à vista, bem como a incompetência do FMI, do BCE e da CE!

Mas, tal como está a Constituição e a cultura política em Portugal, o próximo Governo pode padecer dos mesmos problemas de autismo e de não defesa dos interesses da Nação. Há que mudar e aprofundar a Democracia em Portugal, dotando-a de dimensões participativas, de escolha e de controlo por parte dos representados, pelo que propomos a título de exemplo:
- Escolha universal de candidatos a representantes («primárias») e possibilidade de votação em partidos-movimentos e ao mesmo tempo em pessoas, independentemente de estarem em listas de candidatura diferentes, ou seja, todos os deputados poderiam ser escolhidos por todos os eleitores;
- Todos os votos contavam para a eleição nacional dos representantes, independentemente dos mesmos estarem ligados a determinados distritos, para acabar com o azar de uma Pessoa que vive num determinado distrito ter sempre o seu voto inútil, porque o partido-movimento que escolhe não passar aí o limite mínimo para a eleição e no distrito vizinho já contaria;
- Possibilidade de debate entre os deputados representantes e os representados, de qualquer Pessoa ou Grupo de Pessoas poder colocar questões pertinentes e fazer propostas pertinentes na defesa do interesse da Nação;
- Deveria haver uma norma constitucional que obrigasse os Governos a cortar nas despesas sem Valor e não nas despesas com Valor (apoio à competitividade das empresas e ao bem ser e estar das Pessoas e da sua realização pessoal e social), que limitasse o recurso à tributação e clarificasse o conceito de justiça na sua distribuição (os rendimentos intermédios que viabilizam o Mercado Interno não podem ser sempre os mais sacrificados, as empresas não podem ser prejudicadas na criação de valor);
- o Programa Eleitoral teria que ser respeitado no Programa de Governo e fiscalizado na sua realização, com justificadas e legitimadas excepções face a novas realidades. Caso não o fosse, como é actualmente o caso, poderia ser convocado o referendo que viabilizaria ou não a continuidade do Governo, o que dava muito mais força aos representados e não permitiria o à vontade com que este Governo vai aprofundando os seus erros sem qualquer mudança de rumo significativa e sem escutar as propostas alternativas.

«Os portugueses que hoje saem à rua têm muitas razões para estar indignados e para protestarem e exigirem uma mudança de política. E é por isso que as responsabilidades do PS aumentam», afirmou o líder do PS
http://sicnoticias.sapo.pt/directosicn/2013/03/02/veja-a-manifestacao-em-direto

Manifestaram-se 500.000 Pessoas em Lisboa, segundo a organização da manifestação, muitos milhares de Pessoas em Portugal, com destaque do Porto, mas certamente muitas Pessoas em casa apoiaram uma espécie de moção de censura ao Governo.
Jamila Madeira do PS esteve presente na manifestação como Cidadã e quando foi entrevistada para a Sic Notícias foi confrontada com uma minoria de apoiantes da horrível «esquerda» totalitária não democrática, que não respeitou a sua Cidadania, a sua opinião, «esquerda» essa que ajudou o PSD e o CDS a formar este Governo, a tal que Vasco da Graça Moura apelidou incorrectamente de «fauna rasca». É intolerável a cultura dessa «esquerda», mas são pessoas, não são «fauna», tal como o «escritor» não o é. A resposta a essas pessoas é a afirmação da Democracia e do profundo respeito pelas diferentes opiniões, que essas forças não permitiriam se tivessem conseguido ter mais poder em Portugal.
Mas essa é uma minoria, a grande maioria democrática estava lá e votou no PS, no PSD e no CDS, os partidos democráticos!
A este propósito vejamos estas palavras de Teresa Caeiro:

«Que se lixe a troika ou que se lixe Portugal?» (http://www.ionline.pt/portugal/teresa-caeiro-se-lixe-troika-ou-se-lixe-portugal)

http://www.ionline.pt/sites/default/files/imagecache/iarticle_photo_400x225/imagens/teresa-caeiro.jpg
  «Não vou e nunca iria a uma manifestação como a que se prepara para o dia 2 de Março de 2013. Citando Paulo Portas, “ninguém são de juízo dirá que tudo está bem”. É evidente que as coisas não estão bem: uma taxa de desemprego acima dos 17% é uma calamidade; a deterioração das condições económicas maior do que se previu; a consolidação orçamental está a ser mais lenta do que se pretendia; a crise é mais profunda do que esperado e a carga fiscal atingiu o limite do suportável pela classe média. Precisamos de mais tempo para diminuir o défice, de um período mais alargado para uma redução estrutural da despesa corrente e de maior tolerância para cumprir o programa que nos devolverá a soberania plena. Precisamos de aceleradores da economia sem entrar no despesismo que nos obrigou ao pedido de resgate. Temos de ter a lucidez de compreender que o Memorando de Entendimento deve ser ajustado às realidades com que nos vamos confrontando. E há que ter noção de que não é possível exigir o esforço tremendo pedido aos portugueses sem um mínimo de compreensão da população.
Dito isto, os “lixem-se” não representam a população portuguesa e não encontro no slogan simplista “que se lixe a troika” e no entoar do “Grândola” em todas as esquinas qualquer vislumbre de pensamento ou de propostas alternativas. Aposto que a maioria dos que se reúnem hoje não lutaram pela liberdade e pela democracia: receberam-na de bandeja e beneficiam - felizmente - dessas conquistas. Tomam-na como garantida, para sempre. Mas esquecem que a liberdade implica responsabilidade, nomeadamente o dever de contribuir de forma construtiva para que ela se perdure. E a democracia exerce-se nos actos eleitorais, de quatro em quatro anos. Seria interessante saber quantos dos que se “indignam” e mandam a troika lixar-se, exerceram este direito/dever nas últimas eleições.
A contestação faz parte da democracia, e ainda bem. Mas contestar por contestar não contribui para a solução dos problemas, nem dignifica a liberdade. As grandes concentrações de 15 de Setembro, transversais a toda a sociedade e faixas etárias, tinham uma mensagem precisa e concreta: não aceitamos uma redução dos nossos vencimentos para uma medida sem retorno perceptível. E tinham razão.
Já os que querem que “a troika se lixe” não apresentam uma única ideia. A não ser, claro… que se lixe tudo. E da pouca substância que se retira das forças políticas que os apoiam não há uma medida que não levasse o país à ruína, a uma desvalorização de mais de 80% do nosso PIB (leia-se das posses de cada um de nós) e a tornarmo-nos uns párias internacionais durante gerações e gerações.
Deixo umas perguntas, às senhoras e senhores que hoje estão num afã a pintar cartazes e a afinar as vozes: a um ano e meio do fim do programa de resgate é altura de romper tudo ou tentar cumprir a nossa parte para recuperar a nossa soberania? E preferem, hoje, estar em Portugal ou na Grécia? E preferem que se lixe a troika ou que se lixe Portugal?»
Por Teresa Caeiro, publicado em 2 Mar 2013 - 03:10 | Actualizado há 16 horas 26 minutos

A grande maioria das Pessoas que estava na manifestação de 15-9-2012 e que esteve agora na manifestação de 2-3-2013 não tem nada a ver com os mesmos organizadores que têm aquele lema aparentemente irresponsável, mas que pode ser interpretado de uma forma responsável: estão contra os disparates de Política Económica da Troika e do Governo, que tinha graus de liberdade para negociar e propor caminhos de apoio à criação de Valor e não para a sua destruição (têm noção que ao esmagarem a os rendimentos intermédios de Empresas e Famílias, a Procura Interna, condicionam também as empresas exportadoras dela maioritariamente dependentes?), que Teresa Caeiro de uma forma muito suave, mas felizmente, admite. Mas a solução favorável a Portugal não é ser cúmplice desses erros e permitir que os mesmos continuem num autismo habitual de quem acha que a Democracia se limita ao momento das eleições e caminha para o abismo. A Nação deve ter meios de controlo de Governos fortemente desfasados das promessas eleitorais de corte efectivo na despesa pública que não cria Valor para a Nação e para o Mundo e que aumentam a carga fiscal sobre as Empresas e Famílias de uma forma irresponsável, leviana e não respeitadora da confiança que as Pessoas depositaram nas urnas. As Pessoas não tinham votado de uma forma maioritária no PSD e no CDS se pudessem saber a sua acção futura, ainda por cima iludidas com a ideia simplista de que todos os males vinham do Governo derrubado com o apoio da «esquerda» totalitária, não democrática e que a grande solução vinha do FMI de uma forma acrítica, sem qualquer estratégia económica, como se tornou evidente ao longo do tempo (patética a dupla Vítor/Álvaro). De um governo minoritário que cometeu muitos erros, mas que estava sob controlo, passou-se a um governo sem controlo senão o dos seus disparates, falsidades e traições, que lhe limitam o poder e a legitimidade, como tão bem referiu Adriano Moreira.


ALTERNATIVA VERDADEIRAMENTE SOCIAL DEMOCRATA - VERUM SOCIALIS POPULARIS ALTERNATUS - TRUE SOCIAL DEMOCRATIC ALTERNATIVE


Propostas do PS para enfrentar a Crise, apresentadas pelo seu líder no Parlamento em 1-3-2013 (http://www.ps.pt/video/vervideo/2803/gpps/intervencao-de-antonio-jose-seguro.html?sort=recent):

- «PARAR COM A AUSTERIDADE»
«A austeridade derrotou-se a si própria. Não resolve nenhum problema estrutural e só traz pobreza, desemprego, sofrimento e medo aos Portugueses. Avançar com um corte de 4000 milhões de euros é um disparate que o Partido Socialista não aceita e se vai opor permanentemente.»

- «ESTABILIZAR A ECONOMIA»;
«No curto prazo devem ser tomadas medidas que estimulem o investimento e dinamizem a Procura Interna, tanto por razões como por razões sociais. Exemplos de algumas medidas concretas:
. Redução do IVA para a restauração;
. No âmbito do acordo de concertação estratégica, aumentar o salário mínimo e as pensões mais baixas, a par da estabilidade de um quadro fiscal;
. (...) plano de reabilitação urbana com prioridade à eficiência energética com aproveitamentos dos fundos comunitários, cuja execução está muito baixa;
. (...) financiamento da economia (...):
.. criação de um banco de fomento que aproveite os fundos estruturais para apoiar as pequenas e médias empresas em Portugal;
.. os suprimentos [prestações acessórias] dos [sócios] accionistas das empresas poderem beneficiar do mesmo crédito fiscal que beneficiam os empréstimos bancários (...) isso permitirá recapitalizar as empresas e diminuir o seu endividamento em relação às instituições bancárias;

- «LANÇAR UM PROGRAMA DE EMERGÊNCIA PARA APOIAR OS DESEMPREGADOS SEM QUALQUER PROTECÇÃO SOCIAL»
«É inaceitável que nós tenhamos cerca de meio milhão de Portugueses desempregados sem qualquer tipo de apoio e protecção social. O País não pode virar as suas costas a estas Pessoas e a estes Portugueses. Propomos um programa de emergência mobilizando fundos comunitários para a qualificação e para a formação profissional destes trabalhadores.

- «ADOPTAR UMA ESTRATÉGIA REALISTA PARA A DIMINUIÇÃO DA DÍVIDA PÚBLICA E DO DÉFICE ORÇAMENTAL»;
«Mais tempo para fazer diferente e não para prosseguir com as medidas de austeridade. (...) só o realismo pode gerar confiança. (...) com o rumo que o País seguiu por responsabilidade do Governo é impossível consolidar as nossas contas públicas em 2015. Precisamos de mais tempo. E para isso é necessário renegociarmos: (...) condições de ajustamento com metas e prazos credíveis para a redução do défice orçamental e para o pagamento da dívida; (...) alargamento dos prazos de pagamento de parte da dívida pública (...) diferimento do pagamento de juros dos empréstimos obtidos (...) juros a pagar pelos empréstimos obtidos (...) reembolso dos lucros obtidos pelo Banco Central Europeu e pelo Sistema Europeu de Bancos Centrais pelas operações de compra de dívida soberana em Portugal, que este ano podem trazer ao Estado uma poupança de cerca de 3000 milhões de euros. Ao mesmo tempo é necessário que a União Europeia cumpra com a sua parte. Ao contrário de outros programas de assistência financeira, este é um programa onde Portugal integra uma União Económica e Monetária. É fundamental que o Banco Central Europeu detenha todas as competências e instrumentos como detém o Banco de Inglaterra, como detém a Reserva Federal Norte Americana ou o Banco do Japão. Só isso poderá ajudar a que nós possamos diminuir o elevado peso do serviço da dívida que impede sobre o défice do nosso País.

- «UMA AGENDA PARA O CRESCIMENTO E PARA O EMPREGO».
. «Captação de Investimento Estrangeiro»
. «Fomento das Exportações»
. «Programa de substituição de importações, sobretudo no sector alimentar, por aumento da produção nacional»

«Esta é a última oportunidade que o Governo tem para mudar de caminho (...).

O líder do Governo e do pseudo Partido «Social Democrata» faltou ao debate proposto pelo Partido Socialista, o partido que realmente Social Democrata e Socialista Democrático.
O executivo estava representado pelo líder do CDS e pelo quadrático Ministro das Finanças.

Como é habitual na cultura política portuguesa, os governos vão convictamente em frente rumo ao abismo sem ouvirem as oposições e as Pessoas, as Portuguesas e os Portugueses.

Que hoje dia 2-3-2013 possa existir uma manifestação bonita como a que aconteceu em 15-9-2012, que manifeste ao Governo de uma forma democrática, a discordância em relação às suas opções políticas.

Fotografia de Sara Rodrigues

CRISE II - CRISIS II - CRISIS II


We created this game of words to show one of the biggest games of negative sum in the world: the financial crisis and the euro crisis. The lot of money wined lower than the lot of money losted.

_ What did you want from Europe?
_ Win a lot of money with her strength.
_ What do you want now for Europe?
_ Win a lot of money with her weakness.
_ Stop and go, stop and go ...
_ Yes, the golden cycles with financial drivers.

A histeria à volta das eleições em Itália revela bem a falta de saúde de quem diagnostica, prognostica e aplica terapêuticas à doença europeia.

Mario Monti, um dos Goldmen recentemente derrotado nas eleições italianas, após os seus maus serviços prestados à Itália e à Europa:
«Não cedemos à tendência recente que consiste em pedir o adiamento por um ano de certos objectivos como a redução dos défices. Não culpo ninguém, nem ao nível da UE nem entre os Estados membros, mas é evidente que a credibilidade da política conduzida num país pode sofrer se outros pedirem adiantamentos e os obtiverem.»
Elucidativo ...

Eis a sensibilidade dos «mercados» que nos é exposta pela Bloomberg (http://www.bloomberg.com): depois  da euforia após a atitude do BCE e do novo apoio à Grécia, eis que as eleições italianas servem de pretexto para colocar em causa os países europeus mais vulneráveis atacados pela especulação financeira e mal apoiados pelas cinzentas posições das lideranças, em vez de opções mais radicais, que vão às raízes dos problemas: «pretas» ou «brancas» e não «cinzentas», que deixam o fogo sempre vivo, uma vez mais ateado outras vezes menos ateado. Acabem de vez com os receios de uma inflação que não existe, preocupem-se sim com a competitividade europeia, que está a perder quotas de mercado mundiais, nomeadamente a Alemanha, menos exposta à moeda forte aparentemente, mas também fortemente prejudicada directa e indirectamente. Este euro forte é nocivo dos interesses europeus e Germânicos, a China e os Estados Unidos da América aproveitam para ganharem quotas de mercado, mas com uma Europa fragilizada são também prejudicados. É claro que os mais lesados são países mais vulneráveis ao factor preço versus qualidade e prazo de entrega, como Portugal, Espanha e Itália.





sexta-feira, 1 de março de 2013

ITÁLIA II - ITALIA II - ITALY II


Mais de 75% dos cerca de 50 milhões de eleitores em Itália votaram para a Câmara dos Deputados e para o Senado.
A maioria absoluta obtida pela coligação de centro-esquerda na Câmara é limitada pela sua maioria relativa obtida no Senado:
«Il centrosinistra ha vinto alla Camera e per numero di voti anche al Senato. E' evidente a tutti che si apre una situazione delicatissima per il Paese. Gestiremo le responsabilita' che queste elezioni ci hanno dato nell'interesse dell'Italia» declarou o líder do Partito Democratico (Pd)

Eis os resultados eleitorais com base no Ministero dell´Interno d´Italia (http://elezioni.interno.it/senato/scrutini/20130224/S000000000.htm#):
CAMERA

PD = (345)
PdL = (125)
M5S = (109)
Scelta Civica = (47)
SENATO

PD = (117)
PdL = (116)
M5S = (54)
Con Monti per l´Italia = (19)


CAMERA

LEADER - LISTE - VOTI - % - SEGGI

PIER LUIGI BERSANI


PARTITO DEMOCRATICO8.644.52325,42%(292)
  SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'1.089.4093,20%(37)
  CENTRO DEMOCRATICO167.0720,49(6)
  SVP146.8040,43(5)

Totale coalizione ITALIA
ESTERO (5)
10.047.80829,55(340)

SILVIO BERLUSCONI
IL POPOLO DELLA LIBERTA'7.332.97221,56%(97)
  LEGA NORD1.390.0144,08%(18)
  FRATELLI D'ITALIA665.8301,95%(9)
  LA DESTRA219.7690,64%
  GRANDE SUD - MPA148.5520,43%
  MIR - MODERATI IN RIVOLUZIONE81.9840,24%
  PARTITO PENSIONATI54.8540,16%
  INTESA POPOLARE25.6320,07%
  LIBERI PER UNA ITALIA EQUA3.2430,00%
Totale coalizione ITALIA9.922.85029,18%(124)
                                                                                                       ESTERO (1)
GIUSEPPE PIERO GRILLO    
  MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT   ITALIA8.689.45825,55%(108)
                                                                                                  ESTERO (1)
MARIO MONTI    
  SCELTA CIVICA CON MONTI PER L'ITALIA2.824.0658,30%(37)
  UNIONE DI CENTRO608.2101,78%(8)
  FUTURO E LIBERTA'159.3320,46%
Totale coalizione ITALIA3.591.60710,56%(45)
                                                                                                    ESTERO (2)

Totale34.002.524(617)
Schede bianche395.2851,12 %
Schede nulle872.5412,47 %
Schede contestate e non assegnate 1.1910,00 %                 


SENATO
LEADER - LISTE - VOTI - % - SEGGI

PIER LUIGI BERSANI    
  PARTITO DEMOCRATICO8.400.16127,43105
  SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'912.3082,977
  CENTRO DEMOCRATICO163.3750,53-
  IL MEGAFONO - LISTA CROCETTA138.5810,451
  PARTITO SOCIALISTA ITALIANO57.6880,18-
  MODERATI14.3580,04-
Totale coalizione ITALIA9.686.47131,63113
                                                                                     ESTERNO (4)
SILVIO BERLUSCONI    
  IL POPOLO DELLA LIBERTA'6.829.58722,3098
  LEGA NORD1.328.5554,3317
  FRATELLI D'ITALIA590.0831,92-
  LA DESTRA221.1140,72-
  PARTITO PENSIONATI123.4570,40-
  GRANDE SUD122.1000,391
  MIR - MODERATI IN RIVOLUZIONE69.6490,22-
  MPA - PARTITO DEI SICILIANI48.6180,15-
  INTESA POPOLARE24.9790,08-
  CANTIERE POPOLARE21.6850,07-
  BASTA TASSE19.2980,06-
  LIBERI PER UNA ITALIA EQUA6.7690,02-
Totale coalizione9.405.89430,72%(116)
 
GIUSEPPE PIERO GRILLO    
  MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT7.285.85023,79%(54)
 
MARIO MONTI    
  CON MONTI PER L'ITALIA     2.797.4869,13%(18)IT

(1)ES

Totale30.617.545301
Schede bianche369.3011,16 %
Schede nulle763.1712,40 %
Schede contestate e non assegnate 1.3330,00 %